martedì 16 luglio 2024

E ora a Zelensky è stato ordinato di fare la pace

Nulla avviene per caso, in specie nei grandi movimenti degli eventi globali. Due giorni fa, hanno tentato di uccidere Donald Trump, per impedirgli di tornare alla Casa Bianca, dopo avere capito che con i processi farsa non avrebbero ottenuto nulla. La cricca del Deep State, il conglomerato affaristico che in Usa opera al di sopra della legge (da Eisenhower chiamato complesso militare-industriale nel celebre discorso di fine mandato del 1960), è passato ai fatti giocando la carta della eliminazione fisica del loro nemico, ma fallendo clamorosamente. 

E' possibile che Trump sia stato solo fortunato, girando il volto nel momento in cui la pallottola destinata alla sua testa lo ha solo ferito all'orecchio oppure che la mano del Cielo ci ha messo lo zampino, io propenderei per questa seconda ipotesi. Quel che più conta è che ora non servirà un Grande Imbroglio ai seggi elettorali (come quello che i democratici orchestrarono nel 2020 per portare Joe Biden a Washington) per impedire a Trump di ridiventare presidente. Ciò però non significa che per Trump i pericolo sono finiti. I suoi nemici cercheranno ancora di accopparlo. Se questa ipotesi può far accapponare la pelle a chi legge, liquidando il tutto come fanta-complottismo, è il caso di ricordare che Putin, in una recente intervista, ha dichiarato che in Usa al vertice della Nazione non c'è il presidente e che il vero potere è detenuto da altri dietro le quinte.

Quel dietro le quinte è stato fatale a Kennedy che nel suo mandato aveva fatto di tutto per bloccare l'agenda dei suoi padroni, i quali, spinti alla disperazione, ne decisero la eliminazione a Dallas il 22 novembre 1963. Che dietro l'uccisione di Kennedy vi fossero più di una persona, è stato confermato dalla inchiesta del 1979, dopo che per oltre 15 anni il sistema cercò di negarlo in tutti i modi. Ieri l'FBI ha subito liquidato la questione del presunto killer, Crooks, sostenendo che ha agito da solo. Credere a questa versione è impossibile, specie dopo che i media hanno riportato la notizie che diverse persone avevano notato questo aspirante assassino appostato su di un tetto senza che nessuno della sicurezza intervenisse, creando di fatto le condizioni ideali per colpire Trump.

Qualcosa è subito cambiato dopo il mancato assassinio di Donald Trump. Poche ore dopo, Zelensky per la prima volta da due anni si è aperto a trattative dirette coi russi. Siccome i suoi padroni si basavano sulla continuazione della attuale politica incarnata nell'amministrazione Biden, senza più quest'ultimo bisogna cambiare ed ecco che al loro servo a Kiev è stato detto di iniziare a parlare di pace coi russi. Con Trump alla Casa Bianca si spezzerebbe la linea di armi che permette al regime neonazista in Ucraina di resistere e rallentare l'avanzata delle forze di Mosca (che in ogni caso finiranno per arrivare a Kiev prima o poi). La tesi è che ora Biden voglia giocare la carta di colui che ha riportato la pace per cercare di superare il gap rispetto al suo avversario. 

E' chiaro infatti che dopo novembre la guerra finirà in ogni caso con la già oggi evidente vittoria della Russia di Putin e la sconfitta delle forze occidentali. Si è in presenza quindi di una corsa contro il tempo: chi per primo certificherà la fine della guerra russo-ucraina dopo averla organizzata e finanziata? Ora coloro che dicevano che non era il momento di fare dei negoziati perché miravano a trattare da una posizione di forza sul campo (i sedicenti strateghi occidentali che invece in questi due anni hanno dimostrato tutta la loro incapacità) hanno fretta di chiudere questa guerra prima che lo faccia Trump. Si arriverà quindi ad una situazione in cui i russi ingloberanno i territori conquistati e la questione dell'ingresso di ciò che resterà dell'Ucraina in UE e Nato resterà congelata in continui convegni senza mai arrivare a conclusione. 

Si tratta dei famosi accordi sotto banco che i leader concludono tra loro senza farne parola ai popoli. Bisogna però stabilire se a Putin basterà, poiché non è da escludere che il leader del Cremlino giusto per evitare futuri ritorni a scenari bellici, intenda prendersi tutta l'Ucraina. Di fatto, le forze di Mosca avanzano lungo tutta la linea del fronte, notizia che i media tengono ben oscurata e Putin potrebbe dare l'ordine di accelerare la conquista ucraina prima di novembre. 

lunedì 15 luglio 2024

Biden accusato del tentato assassinio di Trump

Mentre i media di regime si stanno sbizzarrendo con le ipotesi più strampalate sul tentato assassinio di Trump, è sorprendente come uno degli elementi che dovrebbero cercare di tacitare, ovvero le parole attribuite a Joe Biden che ha dichiarato ad alcuni donatori che "era venuto il momento di mettere Trump nel mirino", sia balzato al centro dall'attenzione. Ne ha parlato oggi Libero.

Sembra quasi che quello che è, in effetti, un dato di fatto (perché a volere morto Trump sono i suoi nemici del Deep State, non certo chi lo sostiene) sia diventato uno dei cavalli di battaglia di chi vuole convincere l'attuale presidente a ritirarsi per dar spazio a Michelone ovvero "Big Mike" come lo chiamano gli americani, il marito/moglie di Obama, Michelle (che molti ritengono un trans). 

E' tuttavia possibile che il rimbambimento di Biden sia tale che anche cose che non dovrebbe mai dire in pubblico, come l'intenzione di mettere il suo nemico nel mirino (di un fucile semi-automatico?) gli sfuggano mettendo in imbarazzo chi lo controlla e gli dice cosa fare e cosa dire in pubblico.

Intanto, altri particolari rilevanti sono emersi. Maurizio Blondet ha riportato le parole attribuite a Victoria Nuland, colei che di fatto controlla il regime neonazi ucraino di Kiev, che ha detto: "Non credo che Trump diventerà presidente, così se questo è ciò su cui Putin scommette, avrà una brutta sorpresa".

La stessa fonte riporta una immagine del presunto omicida (poiché é probabile che a sparare davvero, come nel caso Kennedy, siano stati altri) con il classico cappelletto ebraico... il kippah... per indicare l'ambiente di provenienza.

Un'altra tesi è che con il tentato omicidio di Trump siano state poste le basi per scatenare il caos nel Paese per imporre la legge marziale e sospendere sine die le elezioni (come avvenuto in Ucraina, dove Zelensky è decaduto dalla carica a maggio e non si è nemmeno curato di emanare un decreto per "allungare" il suo mandato, che finora ha causato oltre 650.000 morti tra i suoi soldati...).

Intanto, mentre vi distraggono con queste "news", i russi avanzano nel Donetsk e ieri è stato liberato un altro villaggio, Urozhaine. Per l'occidente "controllato" dalla masso-finanza si profila una delle sconfitte più devastanti della sua storia e faranno di tutto per nascondervelo.

Tutti si domandano curiosi: cosa altro faranno per impedire a Trump di tornare alla Casa Bianca? Cercheranno ancora di assassinarlo? O cercheranno un modo di compromesso con lui per realizzare la loro diabolica agenda?

domenica 14 luglio 2024

Spari contro Trump: volevano eliminarlo come John Kennedy nel 1963...

Nel corso di un comizio in Pennsylvania, il candidato alle presidenziali Usa, Trump, è stato bersaglio di un attentatore, un ventenne di nome Thomas Matthew Crooks, che lo ha colpito, di striscio, all'orecchio destro. Niente di grave, ma solo tanto spavento per il Tycoon, che pochi secondi dopo essere stato circondato da agenti dei servizi, ha alzato il braccio in segno di vittoria.

Non è difficile vedere, dietro questo attentato, la manina del Deep State, che sta cercando disperatamente di impedire la vittoria di Trump, data per certa da tutti i sondaggi specie dopo che il sistema dei media mainstream non ha potuto più nascondere la demenza di Biden.

Non è difficile ipotizzare un complotto come quello che ha visto vittima John Kennedy a Dallas nel 1963 e poi il fratello Bob nel 1968, allora candidato alle presidenziali e dato per sicuro vincitore da tutti i sondaggi (come Trump oggi), ucciso con una dinamica simile a quella di oggi, sebbene con un esito differente (ferimento anziché uccisione).

Da parte di chi ha organizzato l'attentato (dato che non si può pensare che il tutto sia nato dalla mente di un folle ventenne, subito ucciso dagli agenti di sicurezza, forse per evitare che, una volta arrestato, avrebbe potuto spifferare tutto) un passo che sa di disperazione, poiché più che la vittoria di Trump (già presidente dal 2016 al 2020) temono la sua vendetta.

Trump è un problema per l'agenda di questi signori, che hanno orchestrato la finta crisi sanitaria del 2020-22 e organizzato, finanziato e sostenuto il conflitto in Ucraina e forse mirano a orchestrare altre crisi globali portando avanti la strategia della tensione. Con Trump alla casa bianca tutto questo non potrebbe realizzarsi e il tentativo di eliminarlo fisicamente di oggi potrebbe ripetersi in futuro ed anche in seguito alla vittoria a novembre.

Dopo il fallito attentato è andata in onda la farsa delle "condanne" da parte degli esponenti del sistema mainstream in tutto l'occidente. Non è da escludere nemmeno che nelle prossime ore inizieranno ad accusare la Russia, come Paese dietro questo attentato con una sorta di complottismo al contrario che strappa sempre sorrisi da parte degli analisti indipendenti.

E' possibile che i cospiratori tenteranno qualche altro colpo, magari contro Biden per accusare Trump o i suoi sostenitori. E ancora riecheggiano le parole di Eisenhower che, negli ultimi giorni della sua presidenza, prima di passare a Kennedy, avvisava della minaccia del complesso militare-industriale e del grave pericolo che la sua nazione e il mondo correvano.

John Kennedy si era schierato contro l'agenda dei veri padroni d'America, che volevano l'escalation in Vietnam e la guerra contro l'Urss. Una agenda molto simile a quella odierna che vuole l'escalation in Ucraina e una guerra diretta contro la Russia e i suoi Paesi alleati, dalla Cina all'India al Brasile.

La domanda che ci si pone é: permetteranno a Trump, una volta tornato alla Casa Bianca, che questi impedisca i loro piani? Oppure questo attentato è stato "fallito" ad hoc come una sorta di macabro messaggio rivolto al tycoon, come per dirgli, "la prossima volta non sbaglieremo"?

Soltanto poche ore prima dell’attentato a Trump, l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha pronunciato queste parole: “Trump non deve mai più parlare davanti ad un microfono. Non dovrebbe mai più parlare davanti un microfono con il logo della Casa Bianca" (fonte).

Un testimone, poco prima del fallito attentato, ha dichiarato alla BBC di avere visto qualcuno aggirarsi armato vicino al comizio, ma è stato ignorato dai servizi di sicurezza (fonte). Anche durante l'attentato a Dallas del 1963 in cui John Kennedy venne ucciso, gli allarmi per la sicurezza del presidente furono bellamente ignorati. La storia si ripete tragicamente...

Oltre alla Harris, anche Biden ha fatto dichiarazioni inquietanti pochi giorni prima dell'attentato: "è ora il momento di mettere Trump nel mirino..." (fonte).

Un mirino... come quello di Crooks, che secondo quanto riferisce questa fonte, si sarebbe appostato su un tetto vicino con un fucile automatico. Non vi ricorda il modo in cui ci è stata raccontata la versione dell'assassinio di John Kennedy a Dallas nel novembre 1963? Allora un certo Oswald si appostò su una finestra di un palazzo in attesa che passasse il corteo presidenziale per colpire Kennedy.

Il giorno dopo, mentre dichiarava di essere innocente e vittima di un complotto, pronto a fare altre rivelazioni, Oswald venne ucciso davanti alle telecamere da un mafioso che operava per i servizi, a sua volta fatto sparire tempo dopo. Così la storia si ripete... con lo stesso tragico copione.

Intanto, continuano ad affluire dichiarazioni inquietanti di altri esponenti del mainstream, come Saviano che ha scritto sui social: Sangue sul viso di Donald Trump. La storia politica insegna che il proiettile che manca il bersaglio lo rafforza. Il proiettile che ha sibilato all’orecchio di Trump, lo ha trasformato in vittima. Chi in queste ore si danna per quei pochi centimetri che avrebbero permesso al proiettile di chiudere la partita con uno dei peggiori leader politici dei nostri tempi (fonte). Saviano si augurava l'uccisione di Trump.

sabato 13 luglio 2024

Il trionfo di Macron e del premier gay nel nome dei Rothschild! Non siete contenti?

Leggevo oggi un articolo sul sito di Libero Quotidiano in cui l'autore (non indicato) si doleva per il fatto che Macron ha gettato la Francia nel caos dopo l'esito del secondo turno delle presidenziali che hanno visto la sconfitta del partito di destra della Le Pen e il trionfo dei comunisti di Melenchon. L'autore misterioso sembra cadere dalle nuvole e accusa Macron della sostanziale ingovernabilità in cui oggi si trova la Francia. 

Gli eventi però assumono una diversa prospettiva se letti dal punto di vista della contronarrazione. Macron non ha fatto altro che impedire che il suo popolo esprimesse una volontà di maggioranza differente dagli auspici dei gruppi di potere della masso-finanza internazionale di cui lui stesso (ex impiegato dei Rothschild) è emanazione. L'obiettivo era quindi quello pubblicizzato dagli stessi media mainstream: impedire che la Francia potesse avere una alternativa alla direzione politica attuale. Non escludo neppure che anche la Le Pen sia stata parte del gioco, visto che sui temi caldi (come Ucraina, Israele, ecc.) ha fatto intendere di pensarla come i suoi avversari. 

Infatti, nulla è cambiato. Una nuova maggioranza non c'è e si può dire, senza timore di smentite, che di fatto non ha vinto nessuno. I tre partiti (quello della Le Pen, quello di Macron e quello dei comunisti) sono divisi da una decina di seggi. Attal, attuale premier non si è ancora dimesso e questa di per se è già una stranezza. Fin da quando i seggi del primo turno sono stati chiusi, certificando la sconfitta di Macron e la vittoria della Le Pen, tutti i media di regime hanno parlato con una sola voce, ossia fare di tutto affinché il potere che oggi esprime Macron non fosse disperso. E così è avvenuto alla fine. 

Chi crede ingenuamente che in Europa esistano democrazie, intese come popoli che attraverso le elezioni possono scegliere da chi essere governati, vive nel mondo delle favole. Il disastro francese è la prova che i popoli sono dominati da un gruppo di persone che sono disposte a tutto pur di mantenere il potere che usano per impoverire le masse. 

I più ridicoli sono stati i sostenitori delle sinistre che dopo il risultato francese gridavano al miracolo, che nella loro testa significava avere impedito a quella "nazi-fascistona" della Le Pen di andare al potere. Oggi questi signori prendono atto che nonostante la vittoria non contano nulla e che al comando c'è sempre il piccolo Napoleone e il suo premier, Attal, di origine ebraica, che Repubblica ha descritto come gay e anti-Salvini. 

domenica 26 maggio 2024

Fall of X: pochi resteranno! Fine del regime nazi-sionista di Krakoa

A luglio inizia la nuova era mutante all'insegna dei principi del nuovo group editor (supervisore di gruppo) delle collane mutanti, Tom Brevoort, che mira verso un ritorno all'essenza originaria degli X-Men chiudendo la fase nazi-supremazista di Hickman, che ha trasformato Krakoa in una sorta di metafora del regime nazi-sionista di Tel Aviv, che sta compiendo indicibili massacri nella striscia di Gaza (con richiesta di mandato di cattura per i suoi vertici da parte della Corte Penale Internazionale). Non è stato infatti difficile constatare come Krakoa sia la controparte Marvel dell'attuale stato ebraico e Orchis la versione marvelliana di Hamas. 

Con la saga Fall of X, la Caduta di X, tutto tornerà all'era pre-nazi di Hickman, ma in qual modo e con quali effetti per i mutanti? Chi scomparirà? Chi sarà confermato? E' tempo, pertanto, di fare qualche speculazione insensata, ma necessaria. Quello che si sa per ora è che nella storia del Free Comic Book Day di Gail Simone e David Marquez, c'erano certamente dei mutanti, ma non molti. C'erano Kitty Pryde, quelle catturate nella base - senza nessuno in grado di fermare la fuga e una cameriera in una tavola calda. Questo è tutto.

Nei prossimi titoli degli X-Men ci saranno sicuramente le star a cui risultano intestate le copertine. Ma non sembra esserci un grande cast di supporto. Nessun sostituto per la scuola, nessun sostituto per Krakoa. Cosa fare con alcuni milioni di mutanti che stanno risorgendo dalle ceneri? E poi di quale cenere si tratta? Si era presunto che si trattasse di un riferimento all'attacco degli Orchis a Krakoa, ma praticamente tutti sembrano essere tornati da quell'evento. La nazione Krakoana è attualmente sistemata nella White Hot Room e sembra che stiano facendo dei piani. Mentre la popolazione di Arakko (la colonia mutante su Marte) viene tenuta nascosta al Dominio Enigma. Cosa succederà a tutti loro? Le domande per ora sono davvero tante.

Soprattutto perché la loro presenza fa impazzire la Fenice ed è fondamentalmente la mente di Jean Grey in cui vivono tutti senza affitto? C'era una volta la strega Scarlet che disse "niente più mutanti" e come si sa solo 198 rimasero mutanti. Potrebbe succedere qualcosa di simile di nuovo? Dopotutto, "From The Ashes", ovvero Dalle ceneri, sembra indicare che qualcuno potrebbe riportare alla luce parti precedenti del passato degli X-Men. Quanti mutanti sopravvivranno questa volta? Con Nathaniel Essex, l'Enigma Dominion, che si unirà a Cassandra Nova e Scarlet come i più grandi cattivi della società Krakoana? O che dire della Fenice, la quale potrebbe restare sorpresa da tutti questi sviluppi? Forse è il momento per un'altra Wanda Maximoff?

Quel che è certo è che Brevoort e i suoi collaboratori stanno facendo di tutto per sistemare i tanti casini di Hickman. Come sia stato possibile consentire a questo scrittore di trasformare i mutanti X-Men in nazisti non è ancora chiaro. Forse c'è un copione nel mondo nazi-occidentale a cui anche la Marvel nella sua realtà fittizia obbedisce. E siccome ora pare che abbiano deciso che Israele deve uscire di scena, in casa Marvel qualcuno sta già attuando quello script. Dopotutto, é sufficiente leggere le storie mutanti sulla serie di ristampe Marvel Integrale: X-Men per avere conferma che i veri mutanti erano quelli e solo quelli. Non gli attuali.

venerdì 24 maggio 2024

Disastro alla Marvel: Straczynksi torna a scrivere Spider-Man

A volte ritornano e nel mondo del fumetto Usa questa espressione ha il brutto vizio di confermarsi fin troppo spesso. Capita così di leggere, tra le anticipazioni delle uscite Marvel Comics di agosto 2024 che J. Michael Straczynski tornerà a scrivere l'Uomo Ragno in una miniserie di cinque numeri dal titolo Spider-Man: Black Suit & Blood, ovvero L'Uomo Ragno: Abito Nero e Sangue. Per chi non lo sapesse, Straczynski è l'individuo di origine polacca che ha sporcato l'immagine di Gwen Stacy ponendola in una relazione sessuale con Norman Osborn e poi complice di One More Day con la cancellazione del matrimonio tra Peter e Mary Jane.

Costui è quindi il tizio che nessun fan di Spider-Man vorrebbe più vedere su una qualsivoglia collana dedicata al personaggio, forse più di Dan Slott, l'altro scrittore ragnesco detestato dal popolo dei fan di Spider-Man dopo avere riempito di insulse storie la storica collana di The Amazing Spider-Man. Straczynski ebbe mano libera di distruggere Spider-Man dall'alto nemico storico del personaggio, Joe Quesada, che per fortuna oggi non è più alla Marvel Comics. I danni che J. Michael Straczynski ha fatto sono ancora oggi ingenti.

Per colpa sua tanti fan hanno smesso di seguire l'Uomo Ragno e non sono più tornati sulle pagine di Spidey. Per quale motivo alla Marvel abbiano deciso di dargli di nuovo spazio sul personaggio non è dato sapere. Dalla messe di informazioni che in queste ore stanno girano sui siti Usa, pare che questa miniserie sarà una sorta di antologia, dove ogni numero conterrà storie scritte da diversi autori, tra cui il succitato polacco, oltre a JM DeMatteis e un certo Sumit Kumar (non so chi sia). Tra i disegnatori si fanno i nomi poco entusiasmanti di Elena Casagrande (mai sopportato il suo stile) e Dustin Nguyen, quindi non il massimo tra gli artisti.

Questa miniserie ha come obiettivo di festeggiare i 40 anni dalla introduzione del costume nero di Spider-Man, una ideazione che al tempo fu una conseguenza di Secret Wars. Peter non immaginava che la sostanza aliena che portò sulla Terra dal pianeta dell'Arcano avrebbe dato vita poco dopo a Venom. Il n. 1 uscirà il 7 agosto (per chi volesse prendere questa roba in lingua originale), mentre in Italia quasi di certo la miniserie sarà ospitata nel solito cartonato Panini che compreranno i soliti quattro gatti in libreria. 

giovedì 23 maggio 2024

Zagor crisi: la Bonelli all'ARF Festival con la variant di Zagor/Flash

ARF Festival è una di quelle manifestazioni sul fumetto del tutto inutili e superflue, che però i siti di regime descrivono come un momento importante del panorama italiano e gli editori che vi partecipano non possono fare diversamente (chi ammetterebbe di buttare via soldi per andare ad una convention inutile?). Tra le case editrici presenti all'edizione di quest'anno (che si terrà in una zona di Roma) ci sarà anche la Bonelli.

L'editore milanese, alle prese con una crisi delle vendite senza precedenti nel corso della sua lunga storia, con il numero delle edicole in costante diminuzione e una visibilità sempre più ridotta tra i lettori giovani (dediti quasi esclusivamente ai manga) si butta in ogni spazio possibile per far parlare di se. Ma cosa può portare un editore che produce fumetti esclusivamente indirizzati ad un pubblico di lettori vecchi? La Bonelli in questi anni ha provato di tutto di più per crearsi uno spazio nel mondo dei lettori d'oggi senza però mai riuscirci. 

Uno dei progetti più curiosi e fallimentari è stato DC/Bonelli, ovvero una serie di crossover tra personaggi Bonelli e personaggi della DC Comics. L'iniziativa non è andata a buon fine, non ha avuto alcun seguito (né in Italia né in Usa dove l'indifferenza del pubblico ha detto tutto), ma in casa Bonelli insistono ed oggi hanno annunciato che alla suddetta manifestazione inutile del fumetto porteranno una edizione di Zagor/Flash (uno di questi progetti crossover con la DC) con una cover inedita di Davide Gianfelice.

L'obiettivo è evidentemente quello di sfruttare la tendenza al collezionismo di quella fascia di lettori (per lo più vecchi) che comprano tutto di tutto della Bonelli e Zagor è uno dei personaggi che, sebbene in declino a causa della gestione assai criticata di Moreno Burattini, vanta però uno zoccolo duro di fan sempre disposti a sacrificare il loro portafogli. Molti di costoro compreranno anche questo speciale. 

Di questo Zagor/Flash ho letto soltanto il n. 0 e non è stato malaccio, avendo nela parte relativa al Velocista Scarlatto rispettato l'essenza del personaggio. Una buona lettura, tutto sommato. Anche nella parte relativa a Zagor si sono intravisti barlumi della versione classica dello Spirito con la Scure.

Poi comprai lo stesso volume in versione estesa perché conteneva la ristampa della storia di Flash più famosa, ovvero il Flash dei due mondi e ammetto che la storia, sebbene ospitata nel formato bonellide, 16x21, è stata godibile, facendomi riflettere sul fatto che l'editore milanese potrebbe aprire una propria divisione di comics Usa in cui ristampare le storie classiche della DC. Una collana che in edicola avrebbe fatto furore, sfruttando il richiamo dei lettori più maturi legati ad una idea di DC Universe oggi non più esistente. 

Intanto, Zagor continua nel suo percorso di crisi sistemica che in Bonelli fanno finta di non vedere perché il calo di lettori è più lento di altre testate, ma che la gestione di Burattini non riesce a frenare. Anche il recente ritorno di Supermike si è rivelato l'ennesimo flop a dimostrazione del vicolo cieco in cui la serie è intrappolata da anni. Di Zagor prenderei la ristampa classic a colori ma 4,50 euro sono troppi per una "ristampa".

In arrivo Blood Hunters: lo spin-off dell'evento Blood Hunt

Blood Hunt è l'attuale evento Marvel e si basa sulla lotta dei Vendicatori contro un esercito di vampiri guidati da un sodalizio di super vampiri chiamato la Congrega del Sangue che si nutrono del sangue dei supereroi. Nel contesto di questa saga sono state prodotte varie miniserie e speciali. Tra le prime vi è Blood Hunters che esordirà il 7 agosto con testi di Erica Schultz e disegni di Robert Gill. Il gruppo sarà composto da Dagger, Elsa Bloodstone, White Widow e Hallows' Eve. Tutte super donne all'insegna del girl power.

Scrivono in Usa in proposito: Guidati da Dagger, le BLOOD HUNTERS includeranno altre tre amate eroine, ognuna delle quali diventata un'icona negli ultimi anni, ovvero l'esperta cacciatrice di mostri Elsa Bloodstone, la letale spia White Widow e la nuova super villain di Spider-Man, Hallows' Eve! La notte eterna potrebbe finire, ma la caccia è appena iniziata. Le orde di vampiri devono essere affrontate più che mai, specialmente quelle appena trasformate. Vampiri ovunque in questo nuovo/vecchio evento Marvel.

E ancora: La nuova squadra della Marvel scende in strada per ripulire le conseguenze di BLOOD HUNT - vale a dire, dare la caccia ai vampiri rimasti che minacciano di versare sangue innocente, inclusi i letali super-vampiri conosciuti come BLOODCOVEN (La Congrega del Sangue)! Tuttavia, quando Miles Morales resta nel mirino... inizierà a scorrere molto sangue! È molto emozionante lavorare su BLOOD HUNTERS con Robert Gill e Rain Beredo", ha dichiarato la Schultz. "Il team che Bernard Chang, Marcelo Maiolo, Joe Caramagna ed io abbiamo messo insieme nella serie antologica di BLOOD HUNTERS era semplicemente troppo bello per non essere confermato. C'è azione, ci sono battibecchi e molto altro in arrivo!

mercoledì 22 maggio 2024

Wonder Woman di nuovo assassina nella attuale serie di Tom King

Wonder Woman è probabilmente l'unico personaggio femminile dei comics che può essere considerato alla pari di Superman, Batman e Spider-Man a livello di notorietà globale. Eppure, al di là dei tentativi di farne una lesbica o una rappresentante delle posizioni delle persone del mondo al contrario (citando l'espressione che è diventata famosa del generale Vannacci), esiste un altro aspetto del personaggio che, oltre che essere poco idilliaco, la DC Comics non perde occasione di mettere in evidenza, il suo essere una assassina. 

Wonder Woman ricorre spesso all'omicidio quando si tratta di risolvere un problema che ai suoi occhi non presenta altri rimedi meno drastici. In fondo, è un soldato, una guerriera nata e chi è in guerra è costretto ad eliminare fisicamente gli avversari. In Wonder Woman (vol. 2) n. 219 del settembre 2005, di Greg Rucka, Thomas Derenick e Georges Jeanty, uccise Maxwell Lord spezzandogli il collo davanti ad un incredulo Uomo d'Acciaio. La storia venne presentata in Italia nel volume Superman: Sacrificio della Planeta DeAgostini.

Oggi, Wonder Woman deve vedersela con il vero capo degli Stati Uniti, non il rimbambito messo alla White House dai suoi padroni, bensì quello che comanda davvero, un personaggio noto come il Sovrano. 

Dalle immagini in anteprima di Wonder Woman (vol. 6) n. 9, di Tom King e Daniel Sampere si vede di nuovo la Amazzone fare la stessa cosa. L'ex scrittore di Batman ci va giù duro, interpretando un certo pio desiderio di molti americani che non ne possono più di guerre continue orchestrate dai loro eletti e pagate con i soldi delle loro tasse. In Italia la serie di Wonder Woman è pubblicata da Panini in albi spillati di 24 pagine a 3,00 euro.

Marvel Age 1000 del 2024 sarà dedicato al mondo del futuro

Ogni agosto, la Marvel Comics commemora il suo anniversario con un one-shot di 96 pagine che esplora il mito della casa editrice in modi entusiasmanti. Non il classico speciale, ma qualcosa di importante, tanto che l'edizione uscita lo scorso anno è valsa la nomina all'Eisner Award. Nell'uscita di quest'anno, prevista per il 28 agosto 2024, l'attenzione sarà calata sul mondo del futuro con tante storie realizzate da autori famosi.

Tra questi sono stati annunciati Ryan North, Alan Davis, Christopher Priest, Iman Vellani, Sabir Pirzada, Steve Skroce, Josh Cassara, Stephen Byrne, Kaku Yuji, Carlo Pagulayan e altri. L'one-shot permetterà di scoprire come i personaggi del Marvel Universe saranno ricordati insieme alle loro imprese nell'85° secolo.

Ecco il testo dell'annuncio della casa editrice: nel lontano futuro, le imprese degli eroi dell'era Marvel sono diventate leggenda: ricordate a metà, ma comunque celebrate! Vieni con noi ora in un tour del più grande museo di tutto il cosmo, in cui sono state raccolte le poche reliquie sopravvissute di quei giorni passati. Ogni pezzo racconta una storia unica: sulla Competizione dei Campioni e su come ha posto fine all'Era degli Eroi, sul più grande trionfo di Ms. Marvel e sull'impresa finale e segreta di Excalibur! E altro ancora!

Lo scorso anno, la Panini Comics ha presentato il volume celebrativo in formato brossurato di 96 pagine al costo di 13,00 euro. Un prezzo alto ma che si può spendere per opere di questo tipo. L'uscita italiana dello speciale di quest'anno dovrebbe concretizzarsi per la primavera 2025.

L'universo Ultimate si espande così come la speculazione Panini

Poche ore fa, la Marvel ha diffuso l'elenco delle sue uscite previste per il mese di agosto 2024 e tra le novità più significative troviamo quelle relative all'universo Ultimate sotto la direzione di Jonathan Hickman che si arricchisce di nuove serie. Il 14 agosto uscirà Ultimates (vol. 4) n. 3 presenterà ai lettori Ultimate She-Hulk, che reciterà un ruolo primario nella trama che vede il gruppo tentare di fermare il Creatore ed il suo fedele scagnozzo, ovvero Ultimate Hulk. Anche nelle altre serie spicca l'arrivo di nuove versioni di figure Ultimate.

In Ultimate Spider-Man (vol. 4) n. 8 arrivano gli Ultimate Sinistri Sei capeggiati da Kingpin. Finora ho deciso di non prendere alcun albo di questo nuovo universo Ultimate per comprendere dove sarebbe andato a parare Hickman. Tranne le grosse novità nella serie dell'Uomo Ragno (con zio Ben vivo e superiore gerarchico di Peter Parker  al Daily Bugle e dello stesso Peter di nuovo sposato con Mary Jane e due bambini), non sono emersi grossi colpi tali da far mettere i lettori in fila per comprare questi albi. Anzi, dopo il clamore dei primi mesi, l'attenzione mediatica sul nuovo universo Ultimate si sta spegnendo uscita dopo uscita. 

C'è poi il problema dei costi da affrontare perché Ultimate Comics significa tante serie da comprare e quelle uscite finora in numero di tre richiederebbero una spesa aggiuntiva di 9,00 euro (3,00 euro per ogni albo di 24 pagine) da affrontare. Somma che, per ovvi motivi, sforerebbe il mio budget mensile di acquisti di albi.

Per ora, quindi, niente Ultimate, anche perché la Panini, anziché fare un'unica testata antologica di 72 pagine da 6,90 euro ha scelto la strada della consueta speculazione con tre testate separate per acquistare le quali, come detto sopra, servono 9,00 euro. Quindi, per ora rispedisco al mittente le generose novità di Hickman e del suo tramite italiano (la Panini) e resto in attesa, magari di qualche buona offerta nell'usato.

martedì 21 maggio 2024

Image boom: le vendite colossali dell'Energon Universe di Kirkman

La crisi delle vendite delle major fa si che l'attenzione dei fan si concentri su altri editori e tra questi la Image è senza dubbio quello che polarizza di più il loro interesse. Transformers è diventata una serie che vende più di Batman e riesce perfino a strappare una nomination per i premi Eisner. Questa collana fa parte dell'universo Energon di Robert Kirkman, in cui campeggiano titoli come GI Joe e Void Rivals, che nel complesso vendono molto di più di un anno fa quando sono state lanciate. Il risultato è che oggi la Image è diventata una major.

Il boom non è circoscritto solo ai titoli principali del marchio di Kirkman, bensì coinvolge anche altre serie o miniserie. E così secondo Bleeding Cool di Rich Johnston, il n. 1 della nuova serie Scarlett di Kelly Thompson e Marco Ferrari è partita con ordini da capogiro per oltre 80.000 copie ed in breve tempo è diventato il titolo solista del franchise partito con il maggior numero di albi venduti degli ultimi 60 anni. Ha fatto perfino meglio di Duke n. 1 di Joshua Williamson e Tom Reilly e poi superato dal n. 1 di Cobra Commander sempre di Joshua Williamson su disegni di Andrea Milana. Numeri che in casa Marvel e DC oggi si sognano.

Sarà perché ormai i lettori hanno capito che i veri fumetti, quelli scritti bene e con storie avvincenti che non hanno l'ardire di imporre costumi culturali aberranti, come i contenuti woke, gender e lgbt, sono prodotti solo dalla Image e non più dalle due major? Poiché Cobra Commander n. 1, tenuto conto di ristampe e riordini, venderà più di 100.000 copie, si può dire che Scarlett costituisca il lancio più formidabile di tutta la carriera di Kelly Thompson che nei suoi trascorsi alla DC Comics e alla Marvel è stata davvero penosa (pur avendo lei lavorato su titoli radicati nel mercato come Deadpool, Captain Marvel e Birds of Prey). 

Intanto, Transformers n. 1 ha venduto finora oltre 200.000 copie continua ad essere riordinato dimostrando di saper conquistare di continuo nuovi lettori (si ipotizza che potrebbe sfondare quota 300.000 copie entro la fine dell'anno), mentre Void Rivals n. 1 gli sta dietro con una quota di vendita vicina alle 200.000 copie. Anche Destro n. 1 di Dan Watters e Andrei Bressan, altro titolo di uno dei personaggi di GI Joe, dovrebbe sfondare.

Sia Scarlett che Destro sono miniserie che ad ottobre termineranno, ma i lettori già provano ad immaginare cosa verrà dopo. Scarlett n. 1 uscirà il 5 giugno mentre Destro n. 1 esordirà il 19 dello stesso mese. E in Italia? Panini e Saldapress cercheranno di prendere i diritti di queste serie, ma c'è da chiedersi se in Italia avranno successo, dato che in Usa il pubblico attirato da questo tipo di fumetti è di età avanzata. Si tratta quindi di lettori che erano appassionati da piccoli di questi personaggi ed oggi ne comprano i fumetti. 

Jordan D. White parla delle serie e delle trame escluse da Fall of X

Mentre l'era nazi-krakoana di Jonathan Hickman viaggia verso la conclusione, gli autori delle varie serie e il loro ex supervistore di gruppo, Jordan D. White, si abbandonano a varie confessioni in interviste sui siti Usa, da cui traspaiono tante intenzioni di trame che dovevano partire ma che non sono mai state realizzate. Così, si viene a sapere che il grande avversario in Fall of X doveva essere molto diverso da Moira MacTaggert.

Ecco cosa ha detto Jordan D. White in una intervista di cui alcuni brani sono stati riportati da Rich Johnston di Bleeding CoolAd un certo punto, venne lanciata un'idea che prevedeva che gli X-Men usassero il Mondo come mezzo per combattere i Children of the Vault e questo perché entrambi hanno capacità di distorsione temporale e abilità simili. Inoltre, l'idea doveva svilupparsi in un piano che prevedeva che il Mondo sarebbe stato il luogo in cui Sinistro avrebbe creato le Chimere. Ma invece di usarlo, abbiamo finito per utilizzare i Sins of Sinister. Si trattava di un pensiero di Jonathan, ma poi è arrivato Gillen e allora abbiamo puntato su Moira.

Non rivelerò chi sarebbe stato il cattivo, tranne che si tratta di un personaggio che i fan sarebbero sorpresi se assumesse tale ruolo perché davvero non te lo saresti aspettato. Ma non siamo al punto in cui penso che sia opportuno parlarne ancora per alcuni motivi. Uno dei quali è che credo fermamente che non sarebbe stata una buona idea continuare con il piano concepito all'inizio. Voglio disperatamente raccontarlo, ma non penso che ora sia il momento di parlarne. È una cosa che potrebbe succedere tra vent'anni.

Al Ewing sembrava davvero un'ottima scelta per la serie su Moira. E a un certo punto, voleva intitolarlo X-Men Forever. Quando Jonathan glielo propose, voleva assolutamente fare una collana che avrebbe rivelato i segreti delle sue vite passate. E penso che a un certo punto Al stesse parlando di quello che voleva fare per ambientarlo in una delle sue vite ma non ricordo quale. Se dovessi indovinare, direi che fosse la vita quattro. Era ciò che sembrava abbastanza simile al nostro universo. Non del tutto, ma era molto vicino. Penso che fosse quello in cui avrebbe trascorso la maggior parte del suo tempo.

Dirò che Vita Ayala aveva una proposta per una serie dei New Mutants per The Fall of X che penso sarebbe stato davvero fantastica e volevo davvero vederla realizzata. Mi spiace che ciò non sia successo. Non lo so. Non voglio che disturbi Vita per chiederglielo ma se sei a una convention, forse potresti dire: "Ehi, qual era il titolo di Fall of X che avresti fatto e che non è riuscito a realizzarsi?".

Ben Percy, dopo aver sentito parlare della resurrezione, ha avuto subito un'idea per una storia e noi abbiamo pensato:" Oh, Ben, è davvero una storia fantastica e la adoriamo. Ma questo è esattamente il tipo di storia che non vogliamo avere con la resurrezione all'inizio. Ad esempio, questo è il tipo di storia che forse potresti realizzare tra due o tre anni una volta che avremo fissato le regole su come doveva funzionare". Era una storia di X-Force che voleva fare. E mentre ci muovevamo andando avanti, quella storia si è trasformata in modo irriconoscibile nelle saghe X Lives e X Deaths of Wolverine.

Tutti i crossover dovevano svilupparsi intorno agli eventi dell'Hellfire Gala, ma sono l'inizio della Caduta di X. Forse sarebbero iniziati con una pagina o due all'Hellfire Gala, ma poi tutto è cambiato perché la nostra idea era quella di sviluppare le trame nelle serie regolari piuttosto che fare delle miniserie o cose del genere. Uno di questi titoli doveva essere New Mutants.

Il fatto che Jordan D. White parli a ruota libera di ciò che fino a poche ore fa dovevano essere fatti top secret dimostra che ormai è fuori dai giochi mutanti dato che il suo successore Tom Brevoort sta riportando gli X-Men a ciò che erano prima che Jonathan Hickman li trasformasse in fanatici supremazisti in stile Netanyahu e altri sui colleghi criminali di guerra del regime di Tel Aviv. Oggi per leggere storie mutanti di un certo spessore non resta che rivolgersi a quelle classiche di Claremont pubblicate ogni mese su Marvel Integrale: X-Men.