sabato 28 gennaio 2023

Il manga The Darwin Incident costretto alla pausa

Continuano ad arrivare notizie di serie manga sospese in Giappone a causa dei problemi di salute, dovuti al troppo lavoro, dei loro autori. Stavolta si tratta di Shun Umezawa, costretto a fermare la sua serie, The Darwin Incident. Lo ha rivelato il recente numero datato marzo della rivista Afternoon della Kodansha. Il manga è partito sulla stessa rivista nel 2020 e finora i capitoli sono stati raccolti in quattro volumi.

Il quinto volume dovrebbe uscire il 23 aprile ma a questo punto nulla è sicuro. Il manga è pubblicato in Italia dalla Dynit. Negli Usa la serie è proposta dalla sezione americana della medesima Kodansha. Ecco la trama: Un'organizzazione terroristica nota come Animal Liberation Alliance (ALA) ha attaccato un istituto di ricerca biologica salvando una femmina di scimpanzé incinta a causa degli esperimenti condotti.

L'animale partorisce un "humanzee" (un essere metà umano e metà scimpanzé) chiamato Charlie, adottato e cresciuto da genitori umani per quindici anni. Quando comincia a frequentare il liceo, Charlie fa la conoscenza di Lucy, una ragazza intelligente però incompresa. Il manga ha vinto il 15° premio Manga Taisho nel 2022 e un Excellence Award al 25° Japan Media Arts Festival Awards nell'edizione 2022.

In arrivo il nuovissimo manga di Mahito Aobe

Il numero, che è datato febbraio, della famosa rivista Gangan Joker di Square Enix ha annunciato che Mahito Aobe lancerà un nuovo manga intitolato Soshite Akuma wa Seigi o Kataru (And the Devil Deceives Justice) nel numero datato marzo della rivista in uscita il 22 febbraio. Si tratta di una serie di suspense incentrata su una scuola speciale.

Nell'istituto infatti viene insegnato agli studenti di seguire sempre la via della giustizia e di fare sempre la cosa giusta. Un giorno succede qualcosa che scuoterà il gruppo nel dormitorio maschile: un ragazzo viene trovato morto, ucciso in circostanze misteriose. Sembra che il fatto sia collegato con l'ingresso nella scuola di una ragazza, Ryuka.

Quest'ultima in realtà è un demone che cercherà di portare i ragazzi sulla strada sbagliata. Taiga, uno degli insegnanti più noti della scuola, cercherà di fermarla. Aobe in precedenza ha lanciato la serie Count Fujiwara's Suffering su Monthly Shonen Sirius di Kodansha nel 2014. La serie si è conclusa nel 2016. Yen Press l'ha proposta in inglese.

I fumetti pirata di Mazinga e Goldrake in edicola

Quando, sul finire degli anni '70, la tv italiana venne invasa dai primi anime, quelli dei robottoni di Go Nagai erano i migliori. Più che come anime, erano noti come cartoni animati giapponesi, quasi come se si volesse dargli una etichetta ben poco lusinghiera in quanto giudicati troppo violenti secondo i canoni di allora, però agli occhi dei giovani erano e sono tuttora rimasti dei miti insuperabili. Fu quasi naturale a quei tempi che l'attenzione del fan, che non riusciva ad aspettare la puntata successiva di Goldrake (il primo ad arrivare nel 1978) o del Mazinger Z (seguiti da tutti gli altri sulle reti locali) andare in edicola.

Salve, avete il fumetto di Mazinga o di Goldrake? Chiedeva il genitore che accompagnava il figlio che non vedeva l'ora di avere i suoi miti a colori (perché la tv in molte case italiane era ancora in bianco e nero). Di serie ce n'erano eccome, poiché gli editori avevano capito che con il Goldrake di Nagai si era aperto un nuovo settore del mercato per l'editoria. Con la sola eccezione della serie del Great Mazinger nella versione di Gosaku Ota proposta dalla Fabbri, gli erano tutte edizioni pirata. Per la verità, non so se la serie della Fabbri fosse regolare dal momento che a quei tempi chi ci faceva caso? Chi controllava?

Great Mazinger o Il Grande Mazinga venne proposto per intero in 25 albi spillati di 32 pagine, formato 17x23,4 al prezzo di 500 lire. Fabbri colorò le tavole, dopo averle ribaltate così per agevolare la lettura in Italia. La scelta cadde sulla versione del manga di Gosaku Ota, molto più simile alla trama della serie anime e superiore come realismo dei disegni. Non si conoscono i dati di vendita, ma non dovettero essere positivi, perché dopo di allora (era il novembre 1979), Fabbri propose solo un altro paio di volumi cartonati di formato 22,5x29. Dopo più nulla: nel frattempo le edicole erano state invase da edizioni pirata. 

Si diceva che quelle riviste uscivano dietro una licenza Rai, ma c'era da dubitare che la Rai potesse concedere licenze di pubblicazione dei personaggi degli anime, i cui diritti non le appartenevano. I nipponici non ne sapevano nulla. Quando, una decina di anni dopo, Nagai e soci lo vennero a sapere, si arrabbiarono parecchio non avendo intascato la loro parte di royalty. Uno degli editori più attivi era Edizioni Flash, che iniziò a proporre un manga pirata di Goldrake nel 1979. La serie era un settimanale che uscì per 104 numeri fino al 21 gennaio 1981 e raggiunse, secondo il sito Retronika, delle punte di 100.000 copie. 

Il prezzo era di 300 lire, basso per l'epoca (se paragonato ai fumetti dei supereroi della Corno) che uscivano nello stesso formato spillato (sia pure di poco più grande). Erano vendite molto alte. La tiratura di Goldrake era di 120.000 copie e il venduto, come s'è detto sopra, di 100.000. Il reso era quindi poco più del 10% (oggi in media, il reso dei fumetti pubblicati in Italia va dal 50 al 70%). I disegni erano opera di artisti non solo italiani ma anche di case francesi, spagnole e tedesche dato che anche nei loro Paesi gli anime di Go Nagai avevano avuto un enorme successo. Anche li si pubblicava senza licenza, quindi in nero.

Edizioni Flash era una casa editrice della Liguria di proprietà di un certo Giovanni Carozzo, che aveva ottenuto i diritti dalla Sacis, una società che gestiva per conto della Rai la vendita dei prodotti. Ma ci si domanda ancora: la Sacis aveva il potere di concedere la licenza sui fumetti su Goldrake e soci? Oggi sappiamo di no, però i soldi li hanno incassati uguale. I disegni erano brutti e colorati in maniera indegna. Goldrake era di colore azzurro. Mah! Tra i disegnatori arruolati per quella roba c'era l'italiano Massimo Pedretti e uno spagnolo di nome Joachin Chacopino. Questa Edizioni Flash ha chiuso solo nel 1996.

Carozzo ha rilasciato una intervista in cui ha parlato di come riuscì a pubblicare Goldrake in Italia nel 1979. Edizioni Flash si occupava più che altro di figurine di serie a cartoni della tv e con Goldrake si fece un vero e proprio esordio (i diritti delle figurine erano state ottenute dalla Edierre di Roma). Attraverso un certo Fabrizio Melegari della società Interpublishing, il team di Carozzo contattò Chacopino per le tavole di Goldrake. Il lavoro della Flash consisteva nel redigere solo le sceneggiature che venivano passate al disegnatore. Ignoti erano gli scrittori, ma Carozzo ha detto nella citata intervista che collaborava.

Edizioni Flash proposte anche una rivista mensile, Telestory, ma con le storie di altre serie come Gatchman, Astrorobot e Star Blaizers), il quale però non raggiunse il successo di Goldrake. Secondo Carozzo, Goldrake aveva tanto successo per i riferimenti alla cultura cattolica, del Salvatore (in questo caso, Actarus) disceso dal Cielo per salvare la razza umana. In effetti, stando a quanto dichiara Carozzo, tirava solo Goldrake e verso la fine del 1982 il mercato dei fumetti pirata di Go Nagai era entrato in crisi. Fu per questo motivo che poi Edizioni Flash si interessò di altri generi di prodotti, mollando i giapponesi.

L'altro grande successo del tempo fu il fumetto di Mazinga Z, che fu proposto dalla Edierre, che in quel momento era diretta concorrente della Edizioni Flash. Il fumetto esordì il 25 gennaio 1980 con prezzo di 400 lire. Il formato era più grande di Goldrake, 18x26,5 (simile ad un comic book) e la periodicità settimanale. Ne uscirono in tutto 22 numeri. Non fu un successo (Goldrake, infatti, era durato per ben 104 settimane) e l'edizione era parecchio povera con appena 18 pagine. Non era l'unica testata di Mazinga in circolazione. Sempre nel 1980 usciva Mazinga Z Rai Tv, quindicinale di 32 pagine in bianco e nero.

Il formato era 16,8x24 e come la serie della Edierre andò molto male. Uscirono in tutto 11 numeri venduti al prezzo di 700 lire, un prezzo alto per l'epoca e forse i genitori non avevano tutta questa voglia di spendere tanto per far contenti i loro figli. Il direttore responsabile, oltre a Luigi De Rossi, il proprietario della Edierre, era anche Andrea Mantelli, autore di molti fumetti per la Bonelli in quel tempo (ed oggi ristampati nella collana Le Storie Cult). Infine sempre nel 1980 arrivò un mensile, ancora di Edierre, dal titolo Mazinga Z, che durò in tutto 4 numeri dal gennaio al maggio di quell'anno. La serie più costosa.

Il prezzo era di 1500 lire, che nel 1980 era tante ed ogni numero era costituito da 64 pagine di grande formato (20,9x28). Non c'era storia, Goldrake aveva battuto tutti e se non vi fosse stata una campagna mediatica per togliere gli anime robotici dalla tv dello Stato (in parte perché molti temevano il successo degli anime nagaiani) con la scusa dei contenuti violenti, è probabile che anche le varie serie a fumetti pirata avrebbero avuto più successo. Con la sparizione dalla Rai dei vari Mazinger e soci il mercato andò in crisi. Gli anime continuarono sulle reti regionali ma per il fumetto ormai non c'era più spazio.

Dark Knights of Steel n. 9: il complotto marziano

Nel n. 9 della maxiserie a sfondo medioevale Dark Knights of Steel di Tom Taylor e Yasmine Putri il vecchio Alfred è ancora vivo e fornisce un nuovo contesto alla profezia di Constantine e rivela la minaccia da cui mette in guardia, una che Alfred conosce dato che potrebbe dare la svolta della serie su un altro supereroe DC. L'albo mostra la guerra tra il regno degli Els, il Regno delle Tempeste e l'Amazzonia, scatenata dalla regina Lara che ha ucciso la regina amazzone Ippolita nel n. 8.

Tuttavia, Lois Lane e John Constantine sentono che qualcosa non va a causa della velocità con cui il conflitto si è acceso ed i loro sospetti vengono confermati quando due regine Lara iniziano a combattersi e Alfred capisce subito cosa sta succedendo e chiede di usare il fuoco sull'impostore Lara, rivelando che è una marziana. Alfred conosceva la debolezza del marziano attuando così la svolta di Dark Knights of Steel sull'eroe Martian Manhunter, il noto marziano mutaforma. 

All'inizio della serie, Constantine aveva una profezia che avvertiva di una minaccia aliena che avrebbe posto fine al mondo. Parte di esso diceva: "Viene dalle stelle. Sembreranno come noi. Suoneranno come noi. Ma non sono come noi ... sono demoni". Dato che gli El - il re Jor-El, la regina Lara Lor-Van, il principe Kal-El e la principessa Zala Jor-El - sono infatti alieni superpotenti del pianeta Krypton, il Regno delle Tempeste credeva che fossero la minaccia di cui parlava la profezia.

L'arrivo dei marziani in Dark Knights of Steel offre un'interpretazione nuova della profezia e spiegherebbe il comportamento insolito degli Els nella serie. Sia i marziani verdi che quelli bianchi hanno capacità di mutaforma, volo, super forza e la vista calorifica, con cui possono fingere di essere kryptoniani e replicare il loro set di poteri. All'inizio della serie, Zala Jor-El viene vista uccidere il principe Jacob Pierce, il quale arriva dal Regno delle Tempeste e poi Jefferson Pierce.

Quando le viene detto dei suoi presunti crimini, si comporta in modo innocente e come se non fosse a conoscenza delle morti. E forse non era lei che ha pugnalato il mezzo kryptoniano Bruce Wayne con la Kryptonite (sostanza a cui Kal-El non ha mostrato alcuna reazione quando avrebbe dovuto in teoria indebolirlo) ed è rimasto confuso al momento in cui Bruce lo ha affrontato sul punto nell'ultimo numero. I marziani bianchi a Els hanno dunque commesso gli atti violenti.

Pare che anche Alfred sia un marziano avendo servito il regno degli Els prima ancora che i Kryptoniani arrivassero sulla Terra, quando era ancora governato dai genitori di Batman, i Wayne. Ci sono ancora tre numeri da pubblicare di questa incredibile maxiserie ma ormai i punti cardine sono stati svelati e una volta smascherati coloro che hanno messo gli uni contro gli altri, si potrebbe arrivare alla pace. Resta da capire cosa sa Alfred dei marziani bianchi e del complotto dei verdi. 

Poison Ivy n. 8: ecco le emozioni con Harley Quinn

Nel n. 8 della sua maxiserie, la letale Poison Ivy raggiunge nuovi livelli di brutalità in cerca della vendetta che anima la sua missione. Ai testi troviamo sempre la pessima G. Willow Wilson con i disegni di Atagun Ilhan. Nel numero 7, Pamela ha iniziato a indagare su FutureGas, una società di fracking del Montana dopo aver deciso di cambiare il suo modus operandi nel n. 6. La storia è finita con Pamela trasformata in un mostro vegetale contorto dopo che Beatrice Crawley, la CEO di FutureGas, si è rivelata una conoscente di Jason Woodrue.

La Crawley aveva sparato verso Pamela con un gas per bloccare i suoi poteri. Nel n. 8 torna alla sua forma normale grazie a un antidoto che le è stato dato da un'impiegata di FutureGas di nome Janet. Beatrice assiste alla trasformazione di Pamela e cerca di scappare sapendo che il suo nemico verrà per vendicarsi. Pamela la raggiunge e affronta Beatrice non soltanto sul gas che neutralizza l'energia, ma anche sulle operazioni della sua intera compagnia. "Sapevi che questa tecnologia stava avvelenando i campi e le persone e non hai fatto nulla", dice.

Beatrice cerca di difendersi dalle accuse e tocca alcuni punti con cui anche Pamela è d'accordo; tuttavia, Pamela sottolinea come Beatrice sia tutt'altro che irreprensibile per le sue azioni. Mentre ha promesso a Janet che non avrebbe ucciso Beatrice, Pamela evoca i suoi poteri e li utilizza per trasformare Beatrice in una grande creatura vegetale mutata con diversi occhi, zanne e altro. Anche la trasformazione di Beatrice non sembra necessariamente indolore, ma Pamela nota che vivrà. "In effetti, probabilmente sopravviverà a tutti noi", commenta.

Mentre Poison Ivy ha visto Pamela viaggiare fuori Gotham City, le informazioni sulla sollecitazione per il seguente numero rivelano che Harley Quinn si unirà al suo interesse amoroso in un'avventura. In uscita il 7 febbraio 2023, la sinossi di Poison IvyIl numero 9 recita: "È IL PROBLEMA CHE STAVATE TUTTI ASPETTANDO! Esatto! La tua Harley Quinn è arrivata sulla costa occidentale per spendere un po' di tempo con la sua stretta numero uno! La solicit, quindi, annuncia caos e azione, tipico delle lesbiche quando sono in calore. 

Carnage (vol. 4) n. 8: il segreto di Cletus Kasady

Grosse sorprese in Carnage (vol. 3) n. 8 di Ram V e Roge Antonio che in Usa è uscito questo mese. Negli albi finora usciti, Cletus e Carnage si sono separati mentre il simbionte si è unito al serial killer di nome Kenneth Neely e lo ha seguito a Niffleheim mentre era in missione per uccidere Malekith. Cletus, intanto, è stato in gran parte assente dalla serie; sebbene la sua voce perseguitasse misteriosamente un detective della polizia di nome Jonathan Shayde anche lui in scena.

Cletus lo ha portato fino a Niffleheim nel tentativo finito molto male di salvare Malekith prima che Carnage potesse attaccarlo. Gli eventi di questo n. 8 hanno luogo quasi tutti fuori Niffleheim con fari puntati su uno streamer di nome Scott Rawson che irrompe nell'orfanotrofio di St. Estes. All'inizio Scott trova il posto solo poco inquietante prima di rendersi conto che c'è altro quando si imbatte in una creatura di aspetto orribile vestita come suo padre che condiziona la sua mente.

La creatura ordina quindi a Scott di tagliarsi la faccia, cosa che Scott fa prima che Cletus emerga dall'ombra. Leccando il sangue dal viso di Scott, Cletus spiega come è cresciuto a St. Estes prima di andarsene e uscire per il mondo. "Sono stato legato, legato e ricucito con cose ben oltre la comprensione", dice. "Ma continuo a tornare in questa casa più e più volte. Mi chiedo se questa sia stata la mia prima simbiosi, tu mi capisci, Scott? Grazie a Carnage mi sono fuso con la casa.

All'inizio della testata, Carnage ha cercato di iniziare un percorso nel mondo umano senza legarsi ad un ospite e per questo motivo non ha attivato il rapporto simbiotico con Kenneth e così dopo avere ucciso Malekith e trovato dentro di lui un codice Venom, ora è più potente che mai grazie a questa arma e l'universo intero potrebbe essere in pericolo. Carnage è stato introdotto in The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 344 del febbraio 1991 (in Italia su UR n. 130, ed. Star Comics).